Parole immaginate

Annalisa Micheli

 Laboratorio di graphic design e comunicazione visiva

Docente d’aula: Annalisa Micheli

I.S.S. “Podesti – Calzecchi Ones ti” Ancona, classe 4 G

I.C. “Faà di Bruno” Marotta, classe 4A, scuola primaria

 

 

Due laboratori: il primo con una classe di scuola superiore e il secondo con una classe di scuola primaria, che si sono succeduti a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, anzi la fine dell’uno si è intrecciata all’avvio dell’altro, in una verticalità rovesciata sfociata infine in un momento di lavoro comune in modalità peer to peer. In un caso come nell’altro, e nei due casi insieme, l’intervento formativo è stato volto a connettere organicamente i linguaggi visivi contaminandoli con altri linguaggi, mettendo in gioco dinamicità e circolazione dei processi di apprendimento.

3°G I.I.S. “Podesti – Calzecchi Onesti” di Ancona. L’antefatto. “Parole immaginate” nasce come parte integrante della programmazione curricolare del terzo anno del corso di grafica e comunicazione.
Il percorso didattico ha preso avvio dalla proposta di una rilettura inedita di parole intese non nel loro significato consueto, ma 
come suoni che racchiudono immagini nascoste e silenziose, spesso slegate dal significato stesso della parola che le contiene. L’intento era quello di provocare una ricerca interpretativa, che generasse contaminazione tra il linguaggio della parola e quello dell’immagine visiva: l’illustrazione diventa così lo strumento e il mezzo per narrare e rivelare con altri occhi il paesaggio inedito, racchiuso in alcuni suoni della lingua italiana.

Successivamente si è passati alla progettazione di un prodotto editoriale, un silent book, che elevasse a racconto visivo la sequenza di illustrazioni ideate e conducesse chi osserva ad una lettura nuova che, partendo dal linguaggio iconografico, rag- giungesse il significato verbale.

Un “corto circuito” mediante il quale contaminare, scardinare, riorganizzare la narrazione che ognuno può ricercare dentro alle parole e ripercorrerle, sperimentando la forza delle forme espressive, legate alle immagini.

4°A I.C. “Faà di Bruno” di Marotta. La sperimentazione. Motivazione, partecipazione, interesse, e sollecitazione alla contaminazione creativa. Questo con i giovani grafici. Allora, perché non rovesciare la prospettiva operativa, partendo proprio da queste immagini-stimolo per giungere a nuove parole-immaginate? Eccoci dunque ai più piccoli, con i più piccoli.
Il laboratorio ha avuto a cardine una didattica di lettura dell’immagine basata su un percorso di stimolo creativo, libero e soggettivo, che ha mirato ad attivare un doppio gioco interpretativo, il quale, partendo dal linguaggio visivo si proiettasse in quello della parola intesa come suono.
In una prima fase i ragazzi sono stati coinvolti in un percorso ludico-interpretativo, diventando i protagonisti in un processo di lettura visiva di immagini illustrate di soggetti improbabili e comunque non collocabili in un contesto reale. Gli alunni sono poi stati accompagnati in un processo di reinterpretazione delle illustrazioni, con lo scopo di decifrarne il significato nascosto, per giungere alla scoperta di una parola inaspettata.
La fase successiva ha connesso, in un percorso inverso, i linguaggi della parola contaminandoli con quelli della visualità. Si è attivata la ricerca di parole-immagine, addentrandoci in un’avventura di lettura creativa, un’archeologia delle immagini racchiuse nei suoni delle parole, da ricercare, tradurre e reinterpretare attraverso una seconda esperienza che, partendo dal suono, ha sviluppato e raggiunto, solo dopo averla “vista”, la propria personale parola-immagine da rappresentare iconograficamente.
Un obiettivo perseguito è stato quello di incrementare unita- mente abilità metacognitive e abilità manuali di tipo grafico-

pittorico attraverso un coinvolgimento attivo, enfatizzando l’apprendimento interattivo e collaborativo in un clima relazionale positivo, in cui facilitare ed organizzare le attività anche modificando il contesto dell’ambiente di apprendimento. Un’esperienza didattica che ha promosso il linguaggio visivo e ricercato un accrescimento del mondo interiore, attraverso significati inediti; un percorso creativo di crescita personale, di manualità, di sperimentazione delle proprie abilità artistiche, che si è trasformato anche in esperienza di relazione.